mercoledì 20 marzo 2019

Nuova presentazione oggi 20 marzo 2019 di Andromeda di Maria Grazia Palazzo a Martina Franca
























Oggi 20 Marzo alle ore 18.30, presso il caffè Letterario "Undercover", in via Antonio Pacinotti a Martina  Franca, l’Associazione “I Presìdi del Libro”, con il patrocinio del Comune di Martina Franca, Assessorato,  in occasione della Giornata Mondiale della Poesia presenta Andromeda, testo poetico di Maria Grazia Palazzo, edito da I Quaderni del Bardo. Dialogheranno con l’autrice la docente Maria Rosaria Chirulli e il giornalista Eugenio Caliandro. Interverranno all’evento l’editore Stefano Donno, il disegnatore Piero Angelini e verranno lette alcune poesie, a cura di Livia Mariella. Saluti introduttivi affidati a Carlo Dilonardo, per i Presìdi del Libro di Martina Franca
La scrittura evocativa, colta e femminile di “Andromeda” ha radici nel mito, nella vita, nell’immaginario collettivo. L’autrice, Maria Grazia Palazzo, di formazione e professione avvocato, negli ultimi anni insegnante, ha intrapreso lo studio della teologia, dei diritti delle differenze e dei saperi di genere. Come recita la prefazione al testo, “Maria Grazia Palazzo non incita al conflitto; con l’altra metà dell’Universo tende a perorare il confronto nel rispetto delle individualità e delle differenze, (…) firma un patto intergenerazionale con altre donne, persegue la coralità e per mantenere viva la concentrazione nell’ascolto del fruitore, a livello lessicale conia vocaboli in accelerazione che manifestano, inoltre, l’urgenza del dire, di «un respiro ampio» (…)”. La poesia, sottolinea Maria Grazia Palazzo, è una voce dal profondo che rivela aspetti della vita altrimenti destinati al silenzio. Della stessa autrice: Azimuth per LietoColle editore (2012); in collettanea per Stilo editrice Chiedici la Parola (2013); Sulla carta del tempo per Terra d’Ulivi ed. (2015), e Libertà, Semi di Poesia in Azione, Secop Ed. (2015). Nel 2017 In punta di Piedi per Terra d’Ulivi edizioni. Alcuni suoi inediti sono stati pubblicati sul sito web di Cartesensibili, a cura di F. Ferraresso. Del 2017, sempre online, è il testo di prosa poetica Da Dove, da Spagine, a cura di M. Marino. Nel 2018 è stata pubblicato l'e.book PiGreco, 10 poesie, con iQdB di Stefano Donno.

iQdB edizioni di Stefano Donno (i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)
Sede Legale e Redazione: Via S. Simone 74 - 73107 Sannicola (LE)

venerdì 15 marzo 2019

Pietro Romano con il suo libro Fra Mani Rifiutate oggi 15 marzo 2019 allo Spazio Cultura Libreria Macaione di Palermo






















Pietro Romano presenterà il suo nuovo libro  Fra mani rifiutate (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno, collana Z diretta da Nicola Vacca), presso lo Spazio Cultura Libreria Macaione venerdì 15 marzo 2019 ore 17,30  in via Marchese di Villabianca 102 a Palermo , in dialogo con la Professoressa Ambra Carta dell'Università degli Studi di Palermo e Francesco Virga.


"La poesia è la casa delle parole e il poeta cerca la porta per potere abitare le sue stanze. "Fra mani rifiutate" è il libro di Pietro Romano, un poeta che scava nelle stanze delle poesia con l'intenzione di stabilire un contatto con le parole. I suoi versi indicano attraversamenti, scorticano la realtà fino a cogliere della sua forma tutta la scarnificazione che è necessaria a stabilire un contatto con l'esistenza.La sua poesia, in questo senso, è colma di varianti infinite che esplorano l'esistenza e i suoi campi minati. Il poeta prende tra le mani la parola e con gli occhi vigili sul mondo, quasi a voler lasciare una testimonianza, si insinua tra le pagine di quel "sentimento dell'esserci", perché quello che conta nell'insensatezza di tutto è lasciare una traccia. Fra mani rifiutate è il libro di un poeta consapevole dell'importanza delle parole e del fatto che non ci sono parole all'altezza del presente che ci inghiotte. Davanti alle ustioni del mondo il poeta ha il dovere di inventare una lingua che brucia.Pietro Romano nelle sue poesie incendia le parole, chiama lo spavento in cui siamo finiti con il suo nome e non fa sconti al disincanto che ci assedia." (Nicola Vacca)

Pietro Romano (Palermo 1994) Appassionato di arte e letteratura, inizia fin dalla tenera età ad abbozzare brevi poesie e racconti. Dopo essersi diplomato al Liceo Classico Vittorio Emanuele II di Palermo, frequenta il corso di Laurea in Lettere della sua città laureandosi con una tesi dal titolo “Le due anime di Giuliana Saladino: fra giornalismo e letteratura”. È autore di una raccolta di poesie, dal titolo “Il sentimento dell’esserci” (Rupe Mutevole, 2015). Suoi scritti compaiono in diverse antologie cartacee e riviste, fra cui Nel nome di Alda (Ursini Edizioni, 2015) e Repertorio di Arte e Poesia (Ursini Edizioni, 2016), In Verbis Lingue Letterature Culture anno VI, n 1, 2016 Ridersela della cultura. Comicità e sovversione delle idee dominanti tra XV e XVIII secolo (Carocci, 2016)

iQdB edizioni di Stefano Donno (i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)
Sede Legale e Redazione: Via S. Simone 74 - 73107 Sannicola (LE)

Piera Giordano e Mariagrazia Namour a Valperga Canavese per la Festa delle Donne oggi 8 marzo 2019
























Il giorno 8 marzo, il Comune di Valperga festeggia le donne con la partecipazione delle due scrittrici Piera Giordano e Mariagrazia Namuor che racconteranno le protagoniste dei loro romanzi.  Oggi 8 marzo 2019 è previsto l’appuntamento per le ore 19.00 presso il Circolo Spazi di Società ex Società Operaia, Via P. Grosso 23 a Valperga Canavese, Torino
 Piera Giordano presenterà Linda, protagonista del romanzo Vorrei essere come sono, edito da I Quaderni del Bardo Edizioni (iQdB edizioni) di Stefano Donno, vincitore del Premio Internazionale di poesia e narrativa Europa in Versi 2017 - Sezione Narrativa  Linda è una ragazzina stramba che si rinchiude nella musica dei Nirvana, parla con il loro cantante, Kurt Cobain, disegna mostruose tarme, si rade i capelli, si tagliuzza i polsi, si rifugia nel silenzio squarciato dagli scoppi della sua rabbia. Litiga con il padre intollerante verso il suo look indecente. È delusa dalla madre che non sa accoglierla così com'è. Però Linda ha un motivo in più per essere ribelle. È un segreto. L'unico rimedio è fuggire. Ma nella sua vita irrompe Francesca, la nuova prof d'italiano.
Una storia che affronta temi come l'amicizia, la violenza sulle donne, la maturazione psicologica, il desiderio di riscatto.

Mariagrazia Namour parlerà di Bianca non era a Shatila, editore Atene del Canavese, e di due donne  lontane geograficamente – Piemonte e Libano – , ma vicine nella lotta contro il male e nella conoscenza della bellezza del vivere. Una vicenda sull'accoglienza e resistenza, ma quella delle donne. Seconda Guerra Mondiale in Canavese, ma settant'anni dopo. Amore. Quello che ti fa stare così bene da sentirti terribilmente male. Strage di Sabra e Shatila. E che ci azzecca Cuorgnè, con un genocidio?  Una moschea in montagna che, no grazie, non verrà costruita. Un adolescente violento, l'unico che ha capito e può salvare chi pensa di proteggerlo. Torino. Toro alè, micidialcanavese granata.  Insomma, una classica storia di famiglia.

iQdB edizioni di Stefano Donno (i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)
Sede Legale e Redazione: Via S. Simone 74 - 73107 Sannicola (LE)

COMUNE DI VALPERGA

venerdì 1 marzo 2019

FilosoficaFactory 01 : dalla Scuola di Mileto ai Presocratici (I Quaderni del Bardo Edizioni per Amazon) a cura di Erika Ranfoni























“Esiste una città interiore in ciascuno di noi. Uno spazio in cui la pelle e l’anima costruiscono trame di senso insieme agli odori delle cose che tocchiamo e alle parole che abitiamo. Una città con un tetto, come dice Maria Zambrano. Materia che protegge ma anche soglia verso l’infinito. Il tetto chiude, ma su di esso si può anche salire per guardare le stelle, per afferrare il rosso di un tramonto, per farsi ferire da un vento di tramontana, che segna il volto nella sua danza. Una città interiore, che possiamo chiamare anima, mente, ragione, spirito,energia. Il nome non è importante. Importante è sapere che essa abita in noi e noi in essa. L’importante è sapere che c’è una porta che ne segna il confine in questo tempo. La porta è segno tanto di presenza quanto di assenza. Può essere un muro oppure un ponte. La porta della nostra città interiore è il luogo dell’ascolto e dell’accoglienza che offriamo a noi stessi e agli altri. Perimetro di ospitalità delle nostre emozioni, del dolore e dell’imprevisto, dell’ineluttabile e del determinato. Siamo noi stessi forse proprio questa porta? Soglie d’intermezzo tra il silenzio e la parola? Tra il detto e il taciuto? Tra un tu e un io? Non è importante saperlo. La porta si apre solo con una chiave. La chiave è la domanda… Saper domandare, avere voglia di farlo, provarne il desiderio è la forza con cui assume un senso il nostro stare fuori o dentro la nostra città, il nostro prendere e ricevere, accogliere e chiudere, il nostro essere Noi e il nostro essere Io. Questa città io la chiamo Filosofia…spazio di incrocio di domande. Luogo in cui la carne si fa pensiero e desiderio. Tempo unico di cura di tutti i sé possibili che lo sguardo può abitare.” (Erika Ranfoni)

La Filosofia è un lavoro manuale. Lo credo profondamente. Basta intendersi su cosa significhi questo aggettivo. Le nostre mani rappresentano la rivoluzionaria sfida dell’evoluzione. La mano afferra, sente, decide, ferisce, cura. Le mani cui mi riferisco sono quelle dell’anima e della mente. La Filosofia è un gesto che custodisce una manualità operosa, capace di sfidare l’opacità del quotidiano. Siamo nell’era del touch, in una rivoluzione 4.0. Quello che conta è oggi cosa scorriamo con le dita, cosa clicchiamo,quanti likes mettiamo. Ma le nostra dita sanno veramente pensare? Questa è la domanda cui nasce il progetto Filosoficafactory, che con i suoi Books vi propone uno storytelling delle maggiori domande che hanno attraversato la storia del pensiero occidentale. Questo primo book è dedicato alla nascita della manualità filosofica, dalla scuola di Mileto ai Presocratici. Una prima guida per entrare nel vivo dell’hardware e nei processi di formazione di un pensare da filosofo 4.0.

“Eccomi qui. Mi presento: sono Erika Ranfoni, una Filosofessa. Dopo la laurea mi sono abilitata come insegnante e parallelamente mi sono formata come Filosofo Consulente presso l’Associazione Italiana per la Consulenza Filosofica “Phronesis” e come psicologo junior. Le pratiche filosofiche sono diventate il fulcro di progetti, seminari e laboratori su molteplici tematiche: la filosofia della cura, l’etica della salute, l’estetica del gusto, la consulenza filosofica, la Filosofia e l’industry 4.0. Dopo la nascita della mia Alice “Campanellino” ho sentito il bisogno di cambiare, invertire il passo di una vita professionale che sentivo statica, sedentaria, non autenticamente filosofica. Ho capito che lo stupore è davvero la chiave magica che apre tutte le porte. Così ho rivoluzionato la mia professione e mi sono ricominciata come Filosofessa. Pensare è il mio design e lo metto a disposizione di chi voglia avventurarsi nella scoperta della sua stessa pelle, vita, testa. La mia sede operativa è una FilosoficaFactory, una fabbrica di idee, disegnate e immaginate da tutti coloro che scelgono di ascoltare il suono, il senso e la realtà del proprio pensiero “. (Photo by Frederic Köberl on Unsplash / cura editoriale Valentina Sansò)

Info link